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Maui : la storia del canto australe
5 years, 1 month ago Posted in: Attualità 0
Maui : la storia del canto australe

Non tutte le specie di delfini sono note e conosciute tra la gente come lo sono i tursiopi, i celebri delfini che riempiono i delfinari di tutto il mondo e che sono purtroppo costretti a dare prova delle loro grandi capacità di fronte a un vasto pubblico di gente, che pur di ammirare le stupefacenti doti che contraddistinguono queste creature, finanziano a loro volta la speculazione che c’è attorno a questa inconcepibile e insostenibile schiavitù.

Comunque, ritornando a noi, dicevamo che abbiamo deciso di occuparci giustamente e dar voce al caso di una specie particolare e meno nota al grande pubblico e che fa parte della vasta varietà di specie di cui è costituita la grande famiglia dei delfini; oggi infatti, ci occupiamo dei delfini di Maui sottospecie della più grande famiglia scientificamente definita Cefalorinco di Hector (Cephalorhynchus Hectori).

 

Il Cefalorinco di Maui vive lungo le coste della Nuova Zelanda, come abbiamo prima accennato essi sono una specie particolare, sono infatti tra i mammiferi più piccoli esistenti o almeno fino ad ora conosciuti, raggiungono una lunghezza che può variare da 1.2 m  a 1.6 m e pesano intorno ai 50 kg.

La specie è caratterizzata da una pinna dorsale superiore a forma arrotondata, inoltre, il delfino di Maui si presenta di colore grigio con una parte bianca che si estende dal ventre fino ai fianchi; questi delfini possono vivere fino a venti anni. Questa specie però, è attualmente tra il genere di mammiferi marini più a rischio d’estinzione sul pianeta; dati rilasciati ultimamente dal Dipartimento di Conservazione della Nuova Zelanda offrono un quadro molto chiaro sulle attuali condizioni di queste creature, si è raggiunto un minimo storico con una stima di 55 individui rimasti, quando nel 2005 se ne contavano 111.

Bisogna fare qualcosa ora poiché una specie corre il rischio di scomparire per sempre e sarebbe un danno incalcolabile per l’ecosistema e anche un’assoluta sconfitta per l’essere umano che negli ultimi 30 anni con le sue attività invasive in mare ha lentamente e inesorabilmente resa silenziosa un’area risonante dei canti dei cefalorinchi, i quali attorno le coste della Nuova Zelanda hanno la loro casa, serena e tranquilla e in seguito straziata dalle attività umane ma necessariamente da ripristinare come loro habitat naturale.

C’è inoltre da evidenziare il dato diffuso dalla Nabu, la Fondazione Internazionale per la Natura, che ci informa che ci sono poco più di 20 femmine in età riproduttiva e partoriscono in media un piccolo ogni due o quattro anni; di conseguenza la popolazione aumenta molto lentamente. È per questo fondamentale agire ora per salvare questa specie, la Nabu a riguardo ha chiesto al governo di vietare la pesca a strascico e le reti in acque costiere fino alla profondità di 100 m almeno, la quale area rappresenta l’habitat dove i delfini di Maui amano vivere; questo è solo uno degli interventi applicabili per salvare una specie da un forte rischio di estinzione. A causa delle spropositate attività dell’essere umano, molte specie come i delfini di Maui sono a rischio di estinzione o sono state minacciate nella storia, compresa la specie umana stessa. Bè quella storia non si ripeterà mai più, inauguriamo una nuova epoca in cui si celebra la vita e la difesa dei valori e dei diritti a essa connessa e per tutte le specie del pianeta, inauguriamo una nuova era d’amore che si manifesta nei nostri profondi atti di coscienza.

Luigi e Viola

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