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Settembre va e soffia un vento di libertà
5 years, 2 months ago Posted in: Attualità 0
Settembre va e soffia un vento di libertà

Risale al 31 luglio 2013 la prima ingiunzione di sequestro e chiusura rivolta al delfinario di Rimini, storica struttura di mera attrazione turistica a discapito di innocenti delfini.

La struttura esisteva da ben 45 anni e solo quest’anno, grazie al lavoro di indagine portata avanti dal Cetis del CFS e alla collaborazione di tante associazioni ambientali e animaliste, il pm della procura della Repubblica di Rimini ha ordinato la  chiusura della struttura per gravi carenze di componenti strutturali necessarie a garantire un adeguato stile di vita per i delfini. In seguito al sequestro e alla sanzione amministrativa da 18 mila euro emanata nei confronti del delfinario, avvenuto il 31 luglio, è giunta un’ ulteriore ingiunzione della procura  risaltente al 13 settembre con l’ordine di inviare i 4 cetacei, di cui ricordiamo i nomi Alfa, Luna, Sole e Lapo, all’acquario di Genova, trasportati mediante apposite vasche sono stati momentaneamente collocati in vasche curatoriali dove vengono monitorate le loro condizioni di salute durante l’ordinario periodo di quarantena necessario per il monitoraggio prima che i delfini possano essere integrati nell’ecosistem artificiale che costituisce la nuova struttura.

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Questo primo intervento, atto a difendere e a farsi promotore dei diritti e delle libertà dei delfini dona grande soddisfazione alle varie associazioni,  tra cui ricordiamo LAV, MARE VIVO ed ENPA che hanno portato avanti la campagna SOS DELFINI invitando al boicottaggio dei delfinari; essi si esprimono in questo modo sulla questione: « Gli spettacoli commerciali dei delfinari possono a prima vista sembrare divertenti,  ma nascondono una realtà estremamente grave. Esistono prove scientifiche che dimostrano che i mammiferi marini soffrono gravemente in cattività a causa dell’impossibilità di soddisfare i loro bisogni comportamentali e fisiologici.Vivere in piccole vasche, senza nessun tipo di arricchimento ambientale, può provocare a questi animali un fortissimo stress, renderli aggressivi, ridurre la loro speranza di vita e provocare loro numerosi problemi di salute ». Si espone e si pronuncia sulla stessa linea in favore della salvaguardia e dei diritti degli animali la senatrice PD Monica Cinnà che ha detto a riguardo: « è necessario una svolta culturale che non sottometta più le condizioni di vita degli animali alle esigenze di vita e spettacolo. Oggi è stato compiuto un importante passo in questa direzione ».

Ricordiamo che tra le accuse mosse dal CFS ci sono l’assenza di riparo dal sole e dalla vista del pubblico, assenza della seconda vasca per i trattamenti medici/veterinari, adibite alla quarantena o ad ospitare le femmine durante il periodo di gravidanza e allattamento, assenza di un adeguato sistema di pulizia dell’acqua, nonché vecchie vasche di contenimento irregolari, non adatte al movimento completo dei tursiopi; a tale proposito c’è da aggiungere che sono stati somministrati forti calmanti ai cetacei per sopportare le  condizioni di vita inadeguate offerte dalla vasca.

È bene ricordare inoltre, che il delfinario ha ricevuto una sanzione amministrativa di 18 mila euro per accusa di maltrattamento animale; LAV e Mare Vivo denunciano anche che i cetacei sono stati sottoposti ad un livello di frequenze altamente invasivi causati da concerti e manifestazioni ludico circensi. La struttura ha effettuato inoltre pseudo programmi di pet-terapy del tutto vietati dalla norma. Questa settimana è stato analizzato il primo caso di sequestro di delfini in Europa, il quale dona molta soddisfazione alle varie associazioni che si battono a favore dei diritti dei cetacei e degli animali; si spera e sarà così che possiamo inaugurare una nuova era in cui sia la coscienza a dettare l’agire dell’essere umano e a fare scelte sempre più equilibrate e consapevoli in funzione dell’ambiente e delle creature che lo abitano.

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Sappiamo e ciò è stato confermato dagli studi di ricerca scientifici che i delfinari non hanno alcuno scopo nè educativo nè scientifico e che sono solo una realtà di schiavitù che va urgentemente debellata; questo rappresenta solo l’inizio di un flusso di energia nuova che porterà a un cambiamento ed a una nuova gestione delle risorse delle specie e dell’equilibrio ambientale. LAV e Mare Vivo si sono interpellati al sindaco affinché non conceda l’autorizzazione per la costruzione di un nuovo delfinario a Rimini. In più queste associazioni si appellano alle dovute autorità affinché si proceda nei confronti dei delfinari di Fasano, Riccione e Torvaianica.

Si spera che questa azione possa essere una linea guida per incentivare la comunità non solo italiana ma mondiale a riflettere e magari trarre una nuova visione che sia più umana, più equilibrata e più giusta sulla misura in cui non possiamo interferire sulla libertà e l’evoluzione delle specie animali che abitano il nostro pianeta e non contribuire a dar motivo di esistere a strutture che custodiscono e privano della loro naturale e libera condizione di vita specie altamente evolute sperando di modificare la loro naturale indole e la loro evoluzione al fine di portare avanti un progetto di sfruttamento volto al profitto.

 

Luigi e Viola

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